lunedì 1 ottobre 2012

Il lancio d'agenzia che ha fatto il Redattore Sociale

 “Le aziende di servizio alla persona rischiano di non poter rispettare gli standard di qualità”. E’ la preoccupazione espressa da Fabio Diana,
  presidente di ARet – Asp Toscana, secondo cui “la sentenza della Corte Costituzionale n. 161 del 2012 sul mondo dell'assistenza mina l’esistenza delle Asp. La sentenza infatti fa da spartiacque e decide senza mezzi termini che le Asp non sono più delle eccezioni, ma rientrano pienamente nella legge Tremonti del 2010 e nelle altre leggi della finanza pubblica”. Le conseguenze riguardano il blocco degli investimenti, l’impossibilità di assumere nuovo personale e contemporaneamente il fatto di non poter esternalizzare. A rischio c’è il mantenimento dei servizi e la loro qualità. Il blocco degli investimenti, ad esempio, potrebbe portare alla chiusura di Residenze Sanitarie Assistite gestite da Asp. Se la Commissione di Vigilanza prescrive adeguamenti normativi, questi non potranno essere fatti e la conseguenza diretta è la chiusura della RSA. “Le preoccupazioni poi diventano ancora più ampie per il fatto che così i bilanci delle Asp rientrano nel calcolo del patto di stabilità dei Comuni di riferimento e andranno ad aggravare una condizione economico/finanziaria già pesante, il tutto senza motivo, visto che i nostri bilanci sono separati nel bene e nel male.”
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