mercoledì 15 gennaio 2014

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO SULLA NON APPLICABILITÀ DEL PATTO DI STABILITÀ ALLE IPAB

La Camera,
   premesso che:
    nel sistema dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari le istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) e le Aziende Pubbliche di Assistenza alla Persona, nonché le Istituzioni, talora provenienti dalla trasformazione delle IPAB ai sensi del decreto legislativo 4 maggio 2001 n. 207, svolgono un ruolo fondamentale ed insostituibile nell'area della non autosufficienza, con particolare riguardo ai servizi residenziali e domiciliari in favore di anziani, minori e disabili;
    le II.PP.AA.BB., APSP, Istituzioni e le Aziende Speciali concorrono al sistema locale e nazionale dei servizi sociali anche con risorse proprie provenienti dalle rendite dei rispettivi patrimoni, contribuendo conseguentemente alla sostenibilità del sistema, con costi di gestione spesso inferiori a quelli di altri soggetti pubblici e privati operanti in tale ambito;

    ad oggi il ruolo delle predette istituzioni non è adeguatamente riconosciuto ma soprattutto vengono spesso assimilate genericamente alla Pubblica Amministrazione che ha subito in questi anni tagli continui e blocco al turn-over che invece è assolutamente impensabile nei servizi alla persona che si fondano sulla continuità dell'assistenza lungo l'intero arco temporale di 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno;
    il comma 376 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2014 introdotto al Senato, ha lo scopo di sottrarre dai vincoli del patto di stabilità la spesa del personale di dette istituzioni, ma la procedura individuata rischia di aggravare le criticità esistenti nella gestione di dette istituzioni, vincolando l'esercizio delturn-over del personale ad appositi atti autorizzativi da parte degli enti locali; si tratta di un potere discrezionale che apre spazi di condizionamento su soggetti pubblici dotati di autonomia statutaria e gestionale, aventi peraltro l'obbligo del pareggio di bilancio, che destano fondate preoccupazioni in ordine alla continuità dei servizi gestiti;
    in particolare la necessità di ottenere le autorizzazioni in materia di assunzioni del personale rischia di aprire una stagione di esternalizzazioni e di precarizzazione del personale che rappresentano l'anticamera della privatizzazione dei servizi alle persone più fragili e più bisognose;
    peraltro occorre ribadire che il quadro normativo e regolamentare esistente a livello nazionale e regionale in materia di autorizzazione ed accreditamento dei servizi sociali, assistenziali e sociosanitari, si fonda su standard organizzativi e strutturali che vincolano il funzionamento di tali servizi a predefiniti rapporti numerici fra utenti ed operatori, il che comporta che i costi del personale incidano in misura prevalente rispetto agli altri costi del servizio;
    inoltre la natura giuridica delle IPAB e delle APSP non è affatto assimilabile a quella di altri soggetti controllati o partecipati dagli Enti Locali, né alle gestioni in house e pertanto sarebbe auspicabile un chiarimento per evitare dannosi contenziosi, anche alla luce di recenti pronunce delle sezioni regionali della Corte dei conti nonché della Corte costituzionale,
impegna il Governo
a salvaguardare in fase di attuazione del comma 376, la specificità e l'autonomia delle istituzioni pubbliche – IPAB, APSP, Istituzioni, Aziende Speciali – che operano nel campo assistenziale, educativo e socio-sanitario, assicurando che le procedure indicate nella norma non compromettano laratio che l'ha ispirata e cioè la esclusione dai vincoli del patto di stabilità per la spesa del personale, al fine di evitare il rischio di compromettere la continuità dei servizi alle persone.
9/1865-A/273MiottoMarco Di StefanoLenziRubinatoMurerMoretto,LattucaMoretto.